December 7th - January 12th

Mostra | 777

Inaugurazione sabato 7 dicembre 2024, ore 17.00 presso la Chiesa di San Girolamo

 

Siamo lieti di presentarvi “777”, una mostra che nasce dalla volontà di trasformare il dolore in bellezza, la fragilità in forza, e le cicatrici in simboli di rinascita. L’evento, che si terrà nella suggestiva cornice della Chiesa di San Girolamo a Bagnacavallo, è un intreccio unico di linguaggi artistici: 7 ceramiste e 7 sketchers daranno vita a un dialogo creativo che racconta storie, emozioni e resistenza.
Il nome “777” non è casuale, ma richiama il mondo esoterico e spirituale. Il numero 7, carico di significati simbolici, rappresenta la perfezione, la completezza e la ricerca del divino. Nel contesto cristiano, il 7 richiama i sacramenti, i giorni della Creazione e il cammino verso la rigenerazione spirituale. Ripetuto tre volte, diventa un potente richiamo alla Trinità e all’eternità, un simbolo di equilibrio e unione tra corpo, mente e spirito.
La Chiesa di San Girolamo, da sempre cara ai Bagnacavallesi, con la sua storia e il suo significato spirituale, non è solo il luogo che ci ospita, ma parte integrante di questo cammino. San Girolamo, noto per la sua ricerca interiore e per la traduzione delle Sacre Scritture, è qui richiamato come simbolo di conoscenza, riflessione e rinnovamento. Come lui ha lavorato instancabilmente per dare nuova vita alle parole divine, così le artiste e gli sketchers coinvolti in “777” reinterpretano e rinnovano il legame tra arte, vita e spiritualità.
Questa mostra non è solo un’esposizione d’arte, ma un messaggio corale di resilienza e speranza, nato a pochi mesi dall’ultima devastante alluvione che ha colpito la nostra terra e quella della nostra città sorella. Attraverso la forza della creatività, “777” celebra il valore della comunità, la capacità di trasformare i momenti difficili in opportunità e la determinazione di ricostruire insieme.
Le 7 ceramiste, con la loro maestria, plasmano l’argilla per creare opere che raccontano storie di rinascita e trasformazione, simbolo della capacità di modellare anche gli eventi più difficili in nuove possibilità. A loro si affiancano 7 sketchers, che con le loro illustrazioni non solo documentano le opere ma le reinterpretano, dando vita a un dialogo che si snoda tra tradizione e innovazione, tra materia e immaginazione.
La scelta della Chiesa di San Girolamo come luogo dell’evento non è casuale: uno spazio che richiama la storia, la spiritualità e la comunità, diventa ora un laboratorio di idee e speranza.
“777” è un invito a tutti noi a riflettere sul potere dell’arte come strumento per esorcizzare le paure, elaborare il dolore e costruire nuove prospettive. È anche un modo per ribadire la forza del legame tra le nostre città, entrambe segnate dagli eventi atmosferici, ma unite dalla volontà di rinascere insieme.
Un grande grazie al museo delle Cappuccine di Bagnacavallo e a Francesca Benini per il sostegno e la collaborazione insieme al Comune di Bagnacavallo e Faenza, all’Ente Ceramico faentino e agli Urban Sketchers Faenza.
Infine uno speciale ringraziamento alla vulcanica Monica Pirazzoli per avere ispirato questa iniziativa.
Vi aspettiamo per condividere questo viaggio tra emozione, arte e rinascita.
 
 

URBAN SKETCHERS FAENZA

Urban Sketchers è il primo progetto dell’Associazione Eteris For nata all’interno del Centro Eteris che da anni opera nel campo dell’età evolutiva e dell’apprendimento. L’Associazione nasce dal desiderio di creare occasioni di aggregazione e di crescita tra persone di ogni età mantenendo il focus sui ragazzi, le cui normali necessità relazionali trovano sempre più spesso ostacoli e sfociano di frequente nell’utilizzo di surrogati dell’incontro vero e proprio (la realtà virtuale in primis). Eteris For crede fortemente nell’importanza dell’incontro intergenerazionale, nella valorizzazione della nostra realtà sociale e nel potere della “vicinanza” e della “mescolanza” di talenti, passioni, esperienze basate sui valori comuni di crescita e arricchimento reciproco. Per questo motivo Eteris For vuole promuovere eventi e iniziative orientate all’incontro, in contesti informali, che aiutino le persone a conoscersi, condividere, confrontarsi: momenti leggeri e coinvolgenti che lascino spazio alla spontaneità della relazione e alla creatività.

Il progetto Urban Sketchers, già attivo in decine di città di tutto il mondo, risponde alla voglia di immergersi nella realtà circostante in modo semplice, di tornare ad abitare i luoghi con sensibilità e attenzione e attraverso materiali genuini come carta e matita dare forma alle emozioni e stati d’animo che ne scaturiscono, così da guardare e osservare sé stessi, “coccolarsi” e rigenerarsi ma anche condividere il proprio sguardo personale attraverso immagini e parole. Questo modo di stare insieme aiuta le persone a tornare a guardare con profondità e stupore la bellezza che le circonda, andare a scovarla con curiosità negli angoli della propria città, nel proprio territorio, il più delle volte attraversato distrattamente, e a fare tutto questo in gruppo. Si diviene così più attenti e sensibili, ce lo si augura, al patrimonio collettivo, sia esso naturale o artistico-culturale e desiderosi di valorizzarlo, di narrarlo, di prendersene cura.

Incontro dunque, ricerca attenta e sensibile della bellezza, disegno: questi gli ingredienti che insieme creano una pausa nella frenesia del quotidiano procurando benessere e calma. Sono molti gli studi che hanno messo in evidenza i benefici del disegnare e dipingere su carta. Disegnare aiuta a ridurre le tensioni psico-fisiche, calma il sistema nervoso, regola il battito cardiaco, crea una via di relazione tra il mondo interiore delle emozioni e dei pensieri dell’individuo e il mondo esterno, in uno spazio, quello del foglio, in cui riversare nuovi sguardi e consapevolezze che stimolano le capacità creative con una ricaduta positiva sullo stato di equilibrio generale della persona.

Eteris For si propone inoltre di creare sinergie con le realtà locali più varie, siano esse pubbliche o private, per favorire un lavoro congiunto capace di promuovere la conoscenza del territorio, le sue molteplici risorse e potenzialità, le sue bellezze ma anche le sue fragilità su cui porre uno sguardo di tutela. 

Eteris For è fortemente interessata a creare rete con i gruppi di Urban Sketchers presenti in altre città italiane e straniere e farsi promotore di uno spirito di vicinanza di cui si sente tanto la necessità.

Il progetto Urban Sketchers è frutto dell’incontro tra lo sperimentare la bellezza dell’atto di fermarsi, osservare e disegnare di Laura Zavalloni, illustratrice e direttore creativo dell’agenzia Cambiamenti.net e dell’osservazione attenta di Angela Padovani, coordinatrice del centro Eteris specializzato nell’età evolutiva, delle sempre crescenti difficoltà che i ragazzi incontrano, nel loro percorso di crescita, in un’epoca complessa e instabile come quella che ci troviamo ad attraversare. Angela e Laura hanno poi coinvolto Maurizio Melandri, ingegnere per l’ambiente e il territorio, profondo conoscitore della sua terra e coinvolto in progetti di sensibilizzazione con diverse associazioni e Maria Madeo, arteterapeuta, impegnata nel promuovere processi di crescita in campo psico-pedagogico attraverso percorsi che utilizzano gli strumenti specifici dell’arte.

Il progetto Urban Sketchers è patrocinato dal Comune di Faenza.

 

LE CURATRICI DELLA MOSTRA, MIRTA MORIGI E LAURA ZAVALLONI

By Enzo Biffi Gentili

Mirta Morigi, nata a Faenza, lì si diploma all’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica “G. Ballardini” e apre nel 1973 la sua bottega ceramica.All’inizio Mirta propone citazioni di stili storici, ma solo per frammenti, in artefatti, subito di successo, che appaiono come raffinati “restauri lacunosi”. Collabora con artisti e designer e tuttavia mai accetta un semplice ruolo esecutivo, rivendicando una sua forte autonomia espressiva.  Obbiettivo che sostanzia cominciando a viaggiare e a confrontarsi con artieri e manifatture a livello internazionale, a partire dall’Europa. Ma poi intuisce che il futuro ceramico sarà soprattutto determinato da capacità di dialogo operativo con tradizioni e innovazioni fittili più lontane, strategiche in un’epoca di globalizzazione. E sono i suoi “anni del dragone”, con viaggi di studio e lavoro sempre più lunghi, in Australia, Cina, Corea, India, Giappone, con grandi riconoscimenti. Caso raro, almeno per chi continua a fare arte e impresa, tutta al femminile».

—By elisa Gradi

Sperimentazione e freschezza esecutiva ritrovano così il passo di una nuova tradizione, fatta di accensioni cromatiche e vivacità delle forme, di materia mossa da interne tensioni, di improvvisazioni e fluttuazioni inventive, governate da un’insolita e dirompente carica ironica,che, unita alla lucentezza degli smalti in un crescendo di sovratoni, porta negli anni la “Bottega Morigi” ad una fisionomia inconfondibile: attraverso le sue immagini favolistiche, Mirta veicola l’essenza della propria creatività, evitando, con la forza di una vena fantastica in continuo fermento, la sterile serialità di una formula, e donando ad ogni opera la preziosità del pezzo unico. Caratteristiche che, apparentemente discordanti, dominano una maturità creativa sempre aperta a nuove suggestioni estetiche, a nuovi freschi stimoli culturali.

By Sandro Bassi –

 Il “fare” della bottega Morigi e delle sue talentuose ragazze rientra ancora, in quella pratica antica che prevede per l’oggetto un misto di virtù tecniche e di creatività, che esige manualità, estro, originalità, saperi, e audacia. La “serialità” della produzione depone a favore dell’artigianato, mentre l’unicità dei pezzi ci parla di arte, ma le cose della Morigi si collocano felicemente a mezza via: la bottega Morigi vende, come un laboratorio rinascimentale, come la bottega fiorentina di Giotto o del Ghirlandaio, e quindi Mirta, Edda, Serena, Erika, Gaia lavorano, senza trastulli inutili e senza nessuna posa; una dimensione artigianale, molto pratica e fabbrile e le ceramiche che escono da questa  bottega  mostrano con fierezza tutta la loro unicità, di piccola serie.

By Claudia Casali

Mirta Morigi celebra i suoi 50 anni di attività. Un significativo traguardo se si pensa alle tante difficoltà che le botteghe artigianali hanno avuto in questi anni. Mirta ha saputo con caparbia, ostinazione e audacia portare avanti un’attività ben riconosciuta nel mondo della ceramica italiana e non solo, viste le sue numerose partecipazioni in workshop e appuntamenti internazionali. La sua vera forza in questi lunghi anni è sempre stata la perseveranza, unita ad una grande passione per quella terra amata e complicata che si trasforma in creazione ceramica sotto le sue abili mani. Le sue realizzazioni sono ormai note: chi non conosce le ranocchie della Morigi? Persino in Giappone si trovano e fanno bella mostra sulla scrivania del Sindaco di Toki. Il campionario è ricco e vario, cerca di cogliere il gusto disincantato dell’appassionato di ceramica che vuole un oggetto particolare per la casa moderna, piacendo a giovani e adulti, entra felicemente nella quotidianità di ciascuno, rallegrando, con le sue plastiche particolari e le sue frasi ad effetto, le lunghe giornate.

Credo che la vera ricchezza di Mirta sia quello che ha costruito in questi lunghi anni. Una bottega vivace ed attiva, con giovani e valenti collaboratrici, vero perno dell’attività, ma anche un luogo di incontro di tanti artisti e ceramisti che sono transitati da Faenza, che hanno trovato nella nostra città un luogo amichevole ed alternativo di lavoro, uno spazio dove fermarsi a riflettere, a confrontarsi, a dialogare. Mirta non è solo ceramica: è anche attenzione agli altri e alle cause dei più deboli, ai percorsi faticosi di luoghi difficili ma tanto ricchi come l’India, suo nuovo particolare luogo lavorativo e spirituale. Che dire, Mirta? Grazie per questi anni spesi a difendere caparbiamente e ostinatamente la nostra tradizione, a rappresentare la nostra città in giro per il mondo, a salvaguardare il buon fare dell’artigiano, perno fondamentale della rinascita della nostra storia produttiva.

Sebbene la nostra epoca oggi sia caratterizzata da rapidità ed immediatezza, è nella maestria e nel tempo dell’artigiano che ritroviamo la bellezza della riflessione e delle piccole cose della nostra bella Italia.

Laura Zavalloni
Nata a Cesenatico 46 anni fa, si è trasferita a Faenza dopo aver completato il Liceo Artistico di Ravenna. Successivamente ha conseguito la laurea con lode presso l’ISIA di Urbino, specializzandosi in design e comunicazione visiva. Da molti anni ricopre il ruolo di Direttore Creativo presso l’agenzia di marketing e comunicazione faentina “Cambiamenti.net”, di cui è anche socia.

Nel maggio 2024 ha co-fondato, insieme all’associazione “Eteris For” guidata da Angela Padovani, il gruppo Urban Sketchers Faenza. Con questo progetto ha promosso numerose iniziative culturali ed educative, collaborando con figure di spicco come Mirta Morigi, ideatrice di un originale connubio tra sketching, ceramica ed espressioni artistiche.

Collabora attivamente con diverse associazioni, tra cui La Grande Via, fondata da Enrica Bortolazzi e dal dott. Franco Berrino, sia in Italia che in Giappone. Ha inoltre illustrato libri e progetti legati al mondo dell’infanzia e della botanica, mettendo il suo talento al servizio di tematiche educative e naturalistiche.

La sua passione per lo sketching e il carnet de voyage è nata 13 anni fa grazie alla Scuola del Viaggio e al maestro Stefano Faravelli. Da allora, considera il taccuino di viaggio un potente strumento di espressione quotidiana, combinando disegno, scrittura e osservazione. Non si separa mai dal suo astuccio e dal quaderno, sempre pronti ad accogliere le sue impressioni e ispirazioni artistiche.

 

Dal 7 dicembre al 12 gennaio

Orari: venerdì 17-19; sabato e domenica 10-12 e 16-18