July 2nd - July 14th

Sacrario dei Caduti | Natural pixel

Sarà inaugurata martedì 2 luglio alle 21, al Sacrario dei Caduti di Bagnacavallo, la mostra “Natural pixel”, opere di Maria Casto a cura di BiArt Gallery.

 

Maria Casto vive a Ravenna. La sua passione per l’arte ha inizio con la fotografia; successivamente, animata dal desiderio di spaziare in diversi ambiti espressivi, ha studiato arte presso l’Accademia di Romagna di Cesena con Claudio Lasagni e in seguito con Luciano Medri, si è poi perfezionata alla Scuola Comunale Bartolomeo Ramenghi di Bagnacavallo sotto la guida di Liliana Santandrea e Margherita Tedaldi. Fa parte della associazione culturale BiART Gallery e Artej. Attualmente lavora nel suo studio di Ravenna e presso la sede di BiART, nei locali della stazione Ferroviaria di Bagnacavallo, essendo particolarmente impegnata nel progetto della associazione “Vetrine vestite d’arte”
Ha esposto le sue opere in diverse città italiane e in Germania ed è stata presente con continuità alla fiera d’arte di Forlì.

Nel Sacrario di Bagnacavallo, l’artista presenta un corpus di opere grafiche, pittoriche e plastiche che rivelano una sensibilità espressiva grafica e cromatica influenzata dalla cultura orientale. La sua è una rilettura della natura che prende spunto da un primo passaggio fotografico, poi l’artista traduce i soggetti scelti in opere cariche di raffinate fascinazioni. Ci introduce ad atmosfere sospese, dove si incontrano e si sovrappongono, su sfondi dominati dal chiarore della luce, visioni opposte. Rami di alberi, caratterizzati da un’elegante tensione, creano una danza di sottofondo, stabiliscono il ritmo dell’opera, ci riportano alla mente le figure umane stilizzate di Matisse. Una danza interrotta da blocchetti di pixel, sintesi della geometria del fare umano e da macchie di colore, che hanno il compito di esprimere con il linguaggio proprio dell’arte informale l’energia insita nella materia colore e accennano a delicate forme floreali. Ne risulta una narrazione dinamica, particolarmente personale, capace di riportare sulla tela la poetica del divenire della natura.
Al centro della chiesa le opere plastiche, realizzate con una versione particolare della tecnica della ceramica Raku, chiamata Pit firing legata alle più antiche tradizioni del fare ceramica.
Opere realizzate con una materia leggerissima, disegnate e dipinte dal fumo creato dalla combustione di elementi naturali e dalla carta di giornale che l’artista fa aderire sapientemente alle superfici. L’esperienza acquisita nel tempo, con anni di sperimentazione, nella lavorazione della terra e nella conduzione del fuoco, sono alla base di effetti cromatici sorprendenti, atti a fissare nelle opere in visione risultati grafici simili a quelle radiografiche, una sorta di radiografia della natura, di testamento indelebile. E come un respiro leggero, denso di memorie antiche, queste opere ci parlano della storia dell’umanità, di quella parte di storia che vive nella mente umana e nella natura rivestita di un’aurea autarchica fatta di luce. L’artista spiega, parlando del suo lavoro: “Fotografare, dipingere, modellare è per me irrinunciabile, è il mio modo per condividere con le persone che incontro il mio sentire, di trasmettere la poetica che vive nelle cose e nella natura” .

 

La mostra resterà aperta fino a domenica 14 luglio nei seguenti orari:

martedì 20:30-22:00

venerdì e sabato 17.30 – 19.30 e 20.30 – 22.00

domenica 17.30 – 20.30

 

Ingresso libero

 

Il Sacrario dei Caduti è in via Garibaldi 50.