Teatro Goldoni | TEATRI D’INVERNO | Autoritratto
Lunedรฌ 2 dicembre – ore 21
๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐
๐จ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐
di e con ๐๐๐ฏ๐ข๐๐ ๐๐ง๐ข๐
musiche ๐๐ข๐ฎ๐ฅ๐ข๐จ ๐๐๐ซ๐จ๐๐๐ก๐ข๐๐ซ๐ข
luci Paolo Casati – suono Francesco Vitaliti
una co-produzione ๐๐๐ ๐๐๐๐ญ๐ซ๐จ ๐ฌ๐ญ๐๐๐ข๐ฅ๐ ๐๐ข ๐ข๐ง๐ง๐จ๐ฏ๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐๐ฅ ๐ ๐ซ๐ข๐ฎ๐ฅ๐ข ๐๐๐ง๐๐ณ๐ข๐ ๐๐ข๐ฎ๐ฅ๐ข๐, P๐ข๐๐๐จ๐ฅ๐จ ๐๐๐๐ญ๐ซ๐จ ๐๐ข ๐๐ข๐ฅ๐๐ง๐จ – ๐๐๐๐ญ๐ซ๐จ ๐โ๐๐ฎ๐ซ๐จ๐ฉ๐, ๐๐๐๐๐๐๐ฆ๐ข๐ ๐๐๐ซ๐๐ฎ๐ญ๐ ๐๐จ๐ฆ๐๐ ๐ง๐ ๐๐๐๐ญ๐ซ๐ข,
๐๐ฉ๐จ๐ฅ๐๐ญ๐จ ๐ ๐๐ฌ๐ญ๐ข๐ฏ๐๐ฅ ๐๐๐ข ๐๐ฎ๐ ๐๐จ๐ง๐๐ข
con il patrocinio di ๐ ๐จ๐ง๐๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐ ๐๐ฅ๐๐จ๐ง๐
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luci Paolo Casati – suono Francesco Vitaliti
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con il patrocinio di ๐ ๐จ๐ง๐๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐ ๐๐ฅ๐๐จ๐ง๐
ยซNon volere capire in assoluto la mafia in sรฉ, quanto cercare di comprendere la mafia in meยป.
Facendo ricorso al vocabolario teatrale della sua Palermo โ il corpo, il canto, il dialetto, il pupo, la recitazione, il cunto โ Enia porta in scena una tragedia, ma anche una orazione civile, un confronto con lo Stato, una serie di domande a Dio in persona. E lo fa prendendo in esame un caso particolare, un vero e proprio spartiacque nella coscienza collettiva: il rapimento e lโomicidio di Giuseppe di Matteo, il bambino figlio di un collaboratore di giustizia, rapito, tenuto per 778 giorni in prigionia in condizioni spaventose e infine ucciso per strangolamento per poi venire sciolto nellโacido. Una storia disumana che si configura come lโapparizione del male, il sacro nella sua declinazione di tenebra.
ยซIn una culla culturale in cui โa megghiu parola รจ chรฌdda ca โun si diceโ, la miglior parola รจ quella non detta, che si configura come prima soglia dellโomertร , affrontare per davvero Cosa Nostra significa iniziare un processo di autoanalisi. A Palermo tutti quanti abbiamo pochissimi gradi di separazione con Cosa Nostra. Il primo morto ammazzato lโho visto a otto anni, tornando a casa da scuola. Conoscevo il giudice Borsellino, abitava di fronte casa nostra, sono cresciuto giocando a calcio con suo figlio. E padre Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia, era il mio professore di religione al liceoยป. Con Autoritratto Enia scava a fondo in una realtร in cui la mafia rappresenta uno specchio della vita familiare, dei processi decisionali e operativi, del modo di osservare il mondo e intendere le relazioni, del rapporto con la religione. Una ยซnevrosi collettivaยป da affrontare, sviscerare e con cui finalmente fare i conti.
ยซIn una culla culturale in cui โa megghiu parola รจ chรฌdda ca โun si diceโ, la miglior parola รจ quella non detta, che si configura come prima soglia dellโomertร , affrontare per davvero Cosa Nostra significa iniziare un processo di autoanalisi. A Palermo tutti quanti abbiamo pochissimi gradi di separazione con Cosa Nostra. Il primo morto ammazzato lโho visto a otto anni, tornando a casa da scuola. Conoscevo il giudice Borsellino, abitava di fronte casa nostra, sono cresciuto giocando a calcio con suo figlio. E padre Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia, era il mio professore di religione al liceoยป. Con Autoritratto Enia scava a fondo in una realtร in cui la mafia rappresenta uno specchio della vita familiare, dei processi decisionali e operativi, del modo di osservare il mondo e intendere le relazioni, del rapporto con la religione. Una ยซnevrosi collettivaยป da affrontare, sviscerare e con cui finalmente fare i conti.
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